Training autogeno

Dalla consapevolezza della necessità di aiuti a breve termine, ho tratto la convinzione che si debba offrire allo stesso paziente uno strumento di auto intervento per fronteggiare i momenti di crisi. Quindi, un percorso autogeno che possa aiutarlo anche lontano dal terapeuta.
Sulla base della conoscenza acquisita, anche con l’esperienza terapeutica, ho creato un mio metodo di Training Autogeno.
Che cosa è il Training Autogeno?
Con il termine Training Autogeno si definisce un metodo di autodistensione  da concentrazione psichica, una tecnica di rilassamento che consente di modificare  situazioni psichiche e somatiche. Agisce sul controllo dello stress e delle emozioni.
Training  significa allenamento, cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica attraverso i quali è possibile modificare il tono muscolare, l’attività cardiaca e polmonare, l’equilibrio neurovegetativo e lo stato di coscienza.  Il costante allenamento a tali esercizi porta a modificazioni gradatamente sempre più efficaci, precise, consistenti, caratterizzate dalla stabilità e dalla costanza nel tempo, elementi assenti nella suggestione ipnotica.
L’obiettivo finale è quello di raggiungere  uno  stato mentale, psichico e fisico di assoluto benessere.
E’ da chiarire  però, che non è funzionale per coloro che vivono una depressione importante,  nei casi di psicosi e per le donne in gravidanza.  Ma anche in un esasperante stato di stress, prodotto da  eventi  traumatici, da  una relazione interpersonale tossica, da fattori ambientali o di fatto.
Questi possono impedire il necessario rilassamento per intraprendere  il percorso di training autogeno.
La ruminazione su pensieri ossessivi assale, distoglie, e porta a  non  concentrarsi  a sufficienza.
Autogeno  significa «che si genera da sé»; tale metodo, pertanto, si differenzia dalle  tecniche  ipnotiche, nelle quali le modificazioni sono indotte dal soggetto, nel caso dell’autoipnosi, o dal terapeuta.
Gli esercizi del Training Autogeno hanno, infatti, lo scopo di raggiungere  lo stato autogeno che è una condizione di passività assoluta, priva di atti volitivi, realizzata nell’indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio organismo e nella propria mente. Si mira a diventare spettatori disinteressati di se stessi.
Quotidianamente  siamo  sottoposti a un accumulo di tensione dovuto ai vari  problemi di lavoro, famiglia, ecc., che ci seguono e ci invadono anche in quei momenti che dovrebbero essere di relax, e quando andiamo a letto essi disturbano e ostacolano il sonno. La mancanza di riposo, poi, ci fa sentire stanchi fin dal mattino quando ci alziamo.
D’altra parte, l’essere continuamente esposti allo stress quotidiano senza poter in alcun modo recuperare totalmente, ci espone a un circolo vizioso che viene a scatenare un processo di deterioramento fisico e psichico fino all’esaurimento. Importante è rilassarsi per smorzare questa tensione attraverso il rilassamento psicologico, per risparmiare energie e quindi recuperare.
Di fronte a una situazione che, sia a livello psicologico sia a livello somatico, supera la personale soglia di tolleranza, determinando così tensione, ansia o stress, si reagisce, secondo l’intensità di tale situazione/stimolo, con tensione muscolare, spasmo viscerale, sensazione di freddo per il corpo, alterazione funzionale nei meccanismi neurovegetativi, endocrini, umorali.
Si possono, inoltre, avvertire sensazioni di calore al capo, l’impressione di essere sopraffatti dalle proprie emozioni e dai pensieri che si affollano nella mente.
L’allenamento alla realizzazione di uno stato di sempre maggiore passività consente alla persona di reagire, gradualmente, in senso opposto.
Si determina, allora, distensione muscolare e vascolare, rilassamento viscerale, sensazione di calore per tutto il corpo, regolarizzazione funzionale nei meccanismi neurovegetativi, endocrini, umorali; infine, sensazione di fresco alla fronte che corrisponde ad uno stato di calma, di benessere, di pace interiore. A  poco a poco muterà l’atteggiamento con il quale, prima, si affrontava la vita.
Con il sistematico e preciso ripetersi di queste sedute di autodistensione psichica e somatica, è possibile smorzare, risolvere, eliminare sintomi disturbanti e mobilizzare attitudini interiori che non riuscivano a realizzarsi spontaneamente. Con il nostro solo impegno, via alle nevrosi, alle fobie, alle manie, a quei piccoli o grandi disturbi fisici che ci avvelenano l’esistenza.
La vastità del campo di applicazione del Training Autogeno è sorprendente; in Medicina Preventiva per combattere lo stress quotidiano; in Medicina Psicosomatica per curare l’insonnia, la cefalea, la stipsi, i disturbi sessuali, l’asma bronchiale, insomma l’ansia in tutte le sue possibili manifestazioni somatiche; in Medicina dello Sport per vincere la tensione preagonistica, migliorare la concentrazione, facilitare la fase di recupero.
Una conferma ulteriore, rilevata attraverso una ricerca da me condotta con l’Università “ FedericoSecondo “  Facoltà di Medicina e Chirurgia, e l’Ospedale Cardarelli di Napoli riguarda l’utilità del Training Autogeno, così  come l’ho strutturato, nella cura dell’ipertensione essenziale.
Il Training Autogeno fu rilanciato dallo psichiatra tedesco Johannes Henrich Schultz negli anni trenta anche sulla base dei suoi studi precedenti sull’ipnosi.
La  tecnica consente di eliminare i sintomi disturbanti della personalità e di rimuovere anche situazioni psicologiche stabilizzate da lungo tempo. Essa consente di abbattere quello che Freud definiva il “muro della biologia”, rendendo più agevole la ricerca dei rapporti tra psiche e soma.
Schultz era nato a Gottingen nel 1884 ed era stato allievo dell’ipnotista Vogt. Aveva iniziato gli studi di medicina nella città natale e fu uno dei pionieri della formazione psicoterapeutica del medico. Fu anche presidente dell’Istituto germanico per le ricerche psicologiche e per la psicoterapia di Berlino. Lasciato questo incarico, si dedicò esclusivamente alla professione e agli studi di psicoterapeuta fino alla morte, nel 1970.  
Riprendendo i principi esposti dal dott. J.H. Schultz e dai maggiori terapeuti che hanno utilizzato con successo tale tecnica nella loro pratica clinica, tra cui il dott. Klaus Thomas, il dott. Pasquale Ricciardi, il dott. Gerhard Jaeger ecc.,  ho personalmente messo a punto un Training Autogeno che, unificando i diversi metodi, risultasse di maggiore efficacia, utilizzabile per una grande varietà di disturbi ed adattabile alle caratteristiche personali di ognuno. Si tratta, dunque, di un metodo nuovo per la sua duttilità, ma sicuro perché fondato sui risultati positivi già raggiunti. Tutti noi, pazienti e specialisti, dobbiamo puntare a rovesciare il mito dell’attivismo che ci portiamo dentro sin dalla nascita, come il peccato originale.  Nella nostra società, che è fondata sullo spirito di competizione ancora di più dobbiamo operare in tal senso per riguadagnare, finalmente, il mito dell’armonia.
 
 
 

Training autogeno – maschile
Training autogeno – Femminile