Istruzioni training autogeno

Cerca un ambiente sereno,  che ti dà il senso della tranquillità, lontano dai rumori, in penombra, con una temperatura costante e piacevole. Libera il corpo dalle cose che lo costringono, lo comprimono ( la cintura, la cravatta, gli occhiali, l’orologio, le scarpe ecc. ). Se  ti riesce, è preferibile che hai gli occhi chiusi. Cerca la condizione migliore per rilassarti, per evitare ogni tensione dei muscoli. Puoi assumere tre posizioni:            

la posizione supina

è quella che più consiglio all’inizio di questo percorso.
Ci si stende su di un lettino, con le gambe lievemente divaricate. Se è più distensivo, si può utilizzare un cuscinetto cilindrico da porre sotto le ginocchia o sotto le caviglie. Le braccia sono un po’ distanziate dal busto, piegate leggermente. Le mani poggiate sul lettino con il palmo verso il basso, le dita appena arcuate e separate tra loro.
La testa, il collo e la schiena sono rilassati e abbandonati sul materassino.

la posizione in poltrona

ci si stende, appunto, su una poltrona con la schiena che aderisce e la testa poggiata allo schienale. Volendo si può utilizzare anche un cuscino. Le gambe sono flesse, i piedi poggiano con tutta la pianta a terra, con le punte verso l’esterno. Le braccia sono abbandonate sui braccioli della poltrona o sulle cosce.

La posizione del cocchiere

definita tale   perché  nel tempo è stata utilizzata dai cocchieri, quando si affidavano al cavallo per riposare o, addirittura, addormentarsi nel rientro a casa. E’ caratterizzata dall’essere seduto in qualunque posto ci si trovi (sedia, sgabello, taxi, ecc.). La seduta è in avanti, senza poggiare la schiena che si flette. Gli avambracci  si posano  sui braccioli o sulle cosce con le mani che penzolano tra le gambe senza toccarsi. Il collo è proteso e rilassato in basso. I piedi poggiano con tutta la pianta a terra, con le punte verso l’esterno. Tale posizione è da assumere quando si è già abbastanza esperti di training autogeno. Infatti, non è molto facile come le altre, ma è molto utile quando l’esercizio si è fatto proprio e ci si trova in condizioni ambientali sfavorevoli.