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L’AIDS è una malattia che non sappiamo ancora fronteggiare, per cui è indispensabile una educazione sanitaria e sessuale atta a prevenire la diffusione. Purtroppo l’AIDS E’ una realtà che non si può esorcizzare. Ci vorranno anni per debellarla. Possiamo soltanto adottare delle precauzioni per evitarla: L’uso dei preservativi, un margine di sicurezza nella scelta dei partner, l’opzione monogamica. Dal punto di vista psicologico, non bisogna incorrere nello stress da AIDS. Recenti ricerche hanno messo in evidenza la stretta interdipendenza fra psiche e soma, è stato provato che il cervello può interferire sul funzionamento del sistema immunitario e che di fronte a situazioni stressanti l’individuo può manifestare una depressione che indebolisce il suo sistema immunitario e facilita l’attacco dei virus. E’ quindi nell’individuo, nella sua capacità di reazione e di difesa la prima, immediata e più efficace risposta ad un male, che la società, nel suo insieme istituzionalizzato, sarà ancora per molti anni incapace di combattere.
1)E’ necessario chiedersi qual è la reazione dell’uomo della strada, certamente la ricerca di informazione e aver l’informazione significa aver potere, il potere ti fa carico di scelte ciò crea il conflitto che in questo caso fa vivere ogni rapporto con riserva. Lo stesso atto sessuale è vissuto come tale e ciò oscura il reale significato dell’atto in sé, quindi finisce per assumere una valenza sociale e psichica molto più vasta.
2)Alcuni soggetti affetti da AIDS possono vivere più angoscia per la rivelazione della loro diversità di omosessuali o tossicodipendenti che non per la malattia in sé. E’ più facile dire sono affetto da AIDS che non sono un omosessuale o drogato.
3)In definitiva non dobbiamo considerare l’AIDS come una valvola di sfogo delle nostre frustrazioni individuali e di massa, come in epoca storica nei confronti del semitismo o della negritudine. O in epoca recente nei confronti del calcio o dei cantanti di successo ma solo come un fenomeno da debellare dando aiuto e sostegno ognuno per la sua parte e la società nel suo insieme.