Loredano Matteo Lorenzetti, Emanuele Russo, “Quesiti di Psicologiadella Personalità”, Franco Angeli, Milano, 2000.

Un libro, questo “Quesiti di Psicologia della Personalità”, che è la naturale e
dichiarata continuazione dell’altro, “Esercitazioni di Psicologia della
Personalità”, che gli autori, Loredano Matteo Lorenzetti ed Emanuele Russo,
firmarono nel 1997 insieme con Fabio Leonardi.
Lorenzetti insegna Psicologia della Personalità ad Urbino. Russo è uno dei suoi
più stretti collaboratori. Il primo libro nacque da una ricerca-verifica condotta
nell’Università urbinate dal ’93 al ’96. Questo secondo volume, scrive
Lorenzetti nella nota di presentazione, “fa tesoro di tutto l’acquisito attraverso il
lavoro dell’opera precedente e attraverso i risultati che essa ha potuto mostrare
nell’essere impiegata dagli studenti, per perfezionare la loro
preparazione all’esame di Psicologia della Personalità”.
Anche i “Quesiti”, dunque, è un libro di “servizio” per gli studenti. Ma non un
servizio per un “apprendimento inerte”, circoscritto e destinato cioè al
superamento dell’esame, bensì stimolatore di un approfondimento critico della
materia e della ricerca dei suoi rapporti con le altre discipline psicologiche.
Del resto, è proprio questo l’intento della Collana “Sussidi di Psicologia”, in
cui il volume è inserito e che è diretta dallo stesso Lorenzetti, uno dei più fervidi
innovatori della didattica psicologica nel nostro mondo universitario.
L’esame di Psicologia della Personalità ad Urbino prevede due fasi, una prova
scritta ed una orale a cui si è “consigliati” o “sconsigliati” di accedere dopo
l’esito della prima. I “Quesiti” non sono un “eserciziario”, ma mirano, come
afferma Lorenzetti, ad essere una “pratica”, un “allenamento” in vista della
prova scritta, che consiste nel dare risposte ad una serie di domande.
Ed è qui la prima, importante innovazione didattica. Il questionario che viene
proposto agli studenti non è calato dall’alto sulle loro teste, ma è il risultato di
una lunga, severa e appassionata ricerca sul campo condotta con gli stessi
studenti e tale da riflettere le loro esigenze di studio, i loro processi mentali, le
loro aspettative di conoscenza. E’ lo stesso metodo seguito per l’elaborazione
del primo libro, le “Esercitazioni”, i cui risultati nell’impiego che ne hanno fatto
gli studenti sono stati opportunamente recepiti dagli autori per apportare le
modifiche al questionario che è stato sperimentato per un anno prima di essere
adottato all’Università ed ora sancito nei “Quesiti”.
Ma nulla nel lavoro di Lorenzetti e della sua scuola è statico e definitivo. Anche
l’attuale questionario è inserito in un processo di dinamismo didattico e potrà
essere cambiato ancora alla luce delle ulteriori verifiche sul campo che sono già
in corso, in una sorta di monitoraggio perpetuo.
La più significativa delle modifiche tra la prima e la seconda stesura del
questionario riguarda la formulazione degli item che prima erano
esclusivamente a risposta multipla, prediligevano una minima capacità di
ragionamento sulla disciplina ed erano costruiti su tre livelli di difficoltà (facili,
medi, difficili).
L’attuale questionario ha cinque nuove caratteristiche:
a) diverse formulazioni delle domande e modi altrettanto diversi di risposta;
b) assenza o riduzione di risposte multiple;
c) semplicità nella soluzione dei quesiti;
d) diminuzione dell’impiego del ragionamento per le risposte;
e) rapidità di esecuzione (al massimo attorno ai dieci minuti).
Tali caratteristiche mirano a “mettere in forma una prova a tre distinti – e fra
loro diversificati – moduli interrogativi e solutivi, rispondenti a più strategie di
approccio cognitivo”.
I 30 item del questionario sono così suddivisi in tre sezioni di dieci item
ciascuna: nella prima sezione gli studenti devono mettere in relazione un
quesito con uno dei tre autori indicati; nella seconda sezione la risposta (sì o no)
riguarda l’esattezza del quesito proposto; nella terza sezione la risposta riguarda
la pertinenza o meno dei singoli item elencati con quanto richiesto nella
domanda.
Le esercitazioni che il libro propone agli studenti elencano 430 item riferiti
naturalmente all’intero arco della materia d’esame e agli autori trattati, con il
relativo quadro di risposte corrette.
La seconda e più importante innovazione didattica di Lorenzetti, in termini di
“filosofia” dell’apprendimento, e pertanto utile non solo ai discenti ma anche
come parametro di valutazione consigliato ai docenti in un campo d’indagine
come la psicologia in cui il concetto di interdisciplinarità dovrebbe essere
basilare, è il suo modo d’intendere la formazione universitaria.
La conoscenza che gli studenti devono conseguire della Psicologia della
Personalità è da lui vista non come “semplicistica e banale performatività da
conseguire nelle risposte” ai quesiti del docente, ma come accrescimento, grazie
alla concettualizzazione scientifica, delle loro consapevolezze personali.
L’Università, insomma, come coronamento dei cicli di studio, deve mirare alla
formazione integrale dell’individuo, creando le basi per gli arricchimenti
ulteriori della sua personalità.
In questa visione, ogni testo scientifico è un “campo cognitivo” e, insieme, un
“sito emozionale”. Esso deve rappresentare un viaggio nei “paesaggi della
mente” per disegnare i nostri scenari, le nostre certezze, i nostri dubbi. Per
prepararci, in modo intelligente, agli incontri con gli altri e a praticare quella
che, nel primo libro, Lorenzetti definisce una “personale dimensione estetica
dell’esistenza”.

Rosaria Sonia Petrosino